Remo Brindisi

Remo Brindisi nasce a Roma nel 1918. Iniziò ad assecondare la sua passione frequentando la Scuola d’Arte di Penne, dove il padre insegnava scultura in legno. Seguirono, nella città di Roma, i corsi di scenografia del Centro Sperimentale, e le lezioni alla Scuola libera del Nudo dell’Accademia di Belle Arti, fino a quando ottenne una borsa di studio per l’Istituto Superiore d’Arte per l’Illustrazione del Libro di Urbino. Non interruppe mai la sua attività espositiva che lo portò ad ottenere premi e riconoscimenti anche al di fuori dei confini nazionali. Riconosciuto anche dalla critica odierna come uno tra i maggiori pittori del Novecento italiano, morì a Lido Spina nel 1996.

Remo Brindisi dipinse grandi opere con temi ciclici, molte delle quali legate a tematiche sociali, che lo portarono a farsi cronista di una sofferenza collettiva, che diede alle sue tele un carattere epico. Soprattutto durante il ventennio fascista il suo lavoro fu teso a raccontare le colpe e gli orrori che l’animo umano fu in grado di generare. Le sue opere ci parlano ancora di sentimenti personali, interiori, ricordi traumatici che riemergono anche dopo anni come incubi.

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